Vous êtes ici :

Biblioteche e bibliotecari scolastici

Questo documento presenta l'organizzazione della documentazione all'interno delle scuole secondarie francesi. Non si tratta di una recensione esauriente bensì di un panorama generale per fare conoscere il modello francese ai bibliotecari scolastici stranieri. Quindi si parlerà qui solo delle scuole secondarie, cioè le medie e i licei ; gli istituti agrari, che dipendono dal Ministero dell 'Agricoltura, non verranno trattati qui. Inoltre, i compiti che vengono assegnati agli insegnanti-documentalisti e le attività che loro conducono saranno elencate in modo sintetico non sempre particolareggiato.

I. Presentazione del sistema educativo francese

1. Organizzazione

  • Il modello francese della scuola repubblicana moderna è comparso alla fine dell'Ottocento. Da allora l'insegnamento pubblico è obbligatorio fino a sedici anni, gratuito e laico.
  • A fianco delle scuole pubbliche ci sono  scuole private che molto spesso propongono un insegnamento a carattere religioso e  a pagamento. Però la maggior parte di queste scuole ha firmato un contratto con lo Stato : ciò significa che è il Ministero della Pubblica Istruzione che versa il salario degli insegnanti e in compenso  gestisce i programmi d'insegnamento e l'organizzazione pedagogica.
  • L'insegnamento secondario francese si compone di due cicli :
    •  Dopo la scuola elementare, gli alunni, tra gli 11 e i 15 anni, frequentano le medie per quattro anni. Durante l'anno scolastico 2004-2005, c'erano 5200 scuole medie pubbliche e 1788 istituti privati ; il numero medio di alunni nelle scuole medie pubbliche era di 501. [1a]
    •  Dopo le medie gli alunni scelgono uno dei seguenti percorsi :

o si iscrivono a un liceo "generale" per tre anni (dai 15 ai 18 anni). L'ultimo anno, dopo otto anni trascorsi nell'insegnamento secondario, presentano il cosidetto "baccalauréat", un esame che apre le porte agli studi superiori.  Nel 2004-2005, c'erano 1545 licei  "generali"pubblici e 1069 licei privati ; il numero medio di alunni nei licei  pubblici era di 1008. [1a]

o scelgono un insegnamento professionale. In tal caso raggiungono un liceo cosiddetto "professionale" nel quale prepareranno un diploma professionale. Nel 2004-2005, c'erano 1061 istituti professionali pubblici e 641 privati ; il numero medio degli alunni nei licei  professionali pubblici era di 427. [1a]

 

 

2. Centralizzazione

Il Ministero della Pubblica Istruzione controlla l'intero sistema scolastico.

  • Versa non soltanto lo stipendio agli insegnanti ma anche le principali risorse finanziarie delle scuole secondarie.
    •  Infatti la maggior parte delle spese per le attività educative sono a carico dello Stato -per una percentuale del 61%-.1a

I fondi sono divisi tra i 30 enti educativi regionali  (le cosiddette "académies") che li ridistribuiscono alle scuole.

  • Gli enti locali (Regioni, province o comuni) partecipano anch'essi alle spese educative -per una percentuale del 21%-.1a e 1b
    Esse assumono le spese di costruzione e partecipano alle spese di arredamento e funzionamento (per esempio  fatture di elettricità, parco informatico, ecc.).
    A volte distribuiscono dei sussidi straordinari destinati agli acquisti di risorse (libri, cd-rom) oppure all'organizzazione di attività culturali.
  • Gestisce le carriere degli insegnanti (cfr.sotto 3.)
  • Definisce i contenuti pedagogici

Per quanto riguarda i contenuti dell'insegnamento, il sistema francese è davvero centralizzato visto che i programmi sono definiti dal  Ministro per legge. Perciò tutti gli alunni francesi, dalle elementari alle superiori, nel settore pubblico e nel settore privato, ricevono lo stesso tipo d'insegnamento.

3. Uno statuto professionale armonizzato

 

  • Gli insegnanti delle scuole elementari e secondarie pubbliche sono statali. Il loro reclutamento è centralizzato e la loro formazione omogenea. Per fare l'insegnante si deve seguire un percorso di livello universitario e dare un concorso :
    •  un diploma universitario di tre anni dopo la maturità consente di presentare l'abilitazione (il cosidetto "CAPES" cioè Certificat d'Aptitude Professionnelle à l'Enseignement Secondaire) 
    •  un diploma universitario di quattro anni dopo la maturità consente di passare l'"agrégation". Esistono CAPES e agrégations in ogni disciplina (per esempio, per fare l'insegnante di matematica, bisogna vincere il concorso dell'abilitazione o quello dell'agrégation).
  • Dopo aver vinto il concorso e aver fatto un anno di pratica, il professore può insegnare. Il superamento del concorso gli conferisce anche uno statuto professionale legale in quanto i suoi doveri e i suoi diritti sono definiti per legge : numero di ore d'insegnamento alla settimana ; criteri di retribuzione e di promozione ;  nomine e trasferimenti. Dal 1990, i bibliotecari scolastici (chiamati "professeurs-documentalistes") devono ottenere l'abilitazione ("CAPES de Documentation").

4. Le biblioteche scolastiche nel sistema francese

  • La storia delle biblioteche scolastiche francesi moderne è cominciata nel 1952, quando il Ministero della Pubblica Istruzione ha riconosciuto il ruolo importante dell'uso della documentazione nel processo conoscitivo. Si sono quindi sviluppati servizi di documentazione nelle scuole elementari e secondarie.
  • Nel 1962, un testo di legge ha previsto la creazione, in ogni scuola secondaria, di uno spazio dedicato alla documentazione (chiamato “Service de Documentation et d’Information - SDI”) e ha incoraggiato la costituzione di un fondo che raggruppasse sia risorse a carattere pedagogico sia opere di narrativa.
  • Nel 1974, grazie ai sussidi del Ministero della Pubblica Istruzione è stata lanciata  la creazione di un “Centre de Documentation et d’Information" (CDI) in ogni scuola media e ogni liceo. La circolare del 1974 insiste sul fatto che il CDI dovrebbe diventare un "vero e proprio luogo di animazione pedagogica dove insegnanti e bibliotecari possano cooperare strettamente per facilitare non solo l'acquisizione del sapere ma anche la conoscenza di metodi atti ad aiutare l'alunno a crescere e diventare indipendente".2

 In quel periodo, e fino alla creazione nel 1990 dell'abilitazione di "documentation", il personale presente in quei centri di documentazione era costituito per lo più da insegnanti che avevano smesso di insegnare proprio per gestire i CDI. Il loro ruolo pedagogico era allora meno forte.

  • Nel 1986 è stata pubblicata una circolare che definisce chiaramente lo statuto, il ruolo e le misssioni degli insegnanti-documentalisti ; essa è tuttora in vigore e regolamenta la professione. (cfr.IV)
  • Nel 1990 è stato bandito il primo concorso per l'abilitazione con indirizzo " Documentation". Da allora si può affermare che, all'interno delle scuole secondarie francesi, il centro di documentazione presenta una situazione più omogenea : quasi tutte le scuole medie e i licei hanno questo servizio, svolto da un insegnante-documentalista qualificato. 

II. Il Centro di Documentazione e d' Informazione

1. Il luogo

  • Oggi ogni scuola secondaria pubblica e la maggioranza di quelle private dedica un luogo specifico alla documentazione. Si può valutare il numero di CDI a circa 11 000. [3]
  • Il Ministero della Pubblica Istruzione ha formulato alcune raccomandazioni sull'organizzazione di questo luogo. Ogni CDI deve proporre degli spazi separati, ognuno dei quali dedicato a un'utilizzazione specifica :
    •  uno spazio nel quale  gli alunni possano lavorare in gruppo 
    •  uno spazio nel quale gli alunni possano lavorare individualmente
    •  uno spazio per leggere 
    •  uno spazio per presentare le risorse pedagogiche disponibili
  • Gli insegnanti-documentalisti devono segnalare chiaramente i diversi spazi del CDI :
    •  il banco dell'insegnante-documentalista
    •  lo spazio dei documentari : la maggior parte dei CDI utilizza il sistema di classificazione decimale Dewey ; alcuni, pochi però, usano la classificazione decimale universale
    •  lo spazio della lettura
    •  lo spazio dei periodoci
    •  lo spazio della documentazione sull'orientamento professionale
    •  lo spazio dei computer
  • Nel 1974 il l Ministero della Pubblica Istruzione ha anche formulato  delle raccomandazioni a proposito delle dimensioni dei CDI. Nel 1987  sono state pubblicate altre indicazioni [4] che non hanno un carattere obbligatorio, ma consentono tuttavia di rendersi conto delle dimensioni medie dei CDI francesi : 

 Numero  alunni

Dimensioni consigliate(m2)

Licei

400 320m2
600 400m2
800500m2
1000540m2
1200600m2

Medie

400150m2
600200m2
800250m2
  • Dal 1986 gli enti locali hanno l'incarico di mantenere gli impianti scolastici. Tocca a loro definire un capitolato d'oneri insieme agli architetti ; perciò le dimensioni e l'organizzazione degli spazi sono molto variabili da una scuola all'altra. Comunque le dimensioni di un CDI tengono conto del numero di alunni scolarizzati e sono maggiori nei licei che nelle scuole medie. Nel 2004-2005, i CDI offrivano mediamente un posto a sedere ogni 13,7 alunno. 

Galeria di fotografie di diversi CDI sul sito Savoircdi

2. Funzionamento del CDI

 Orari di apertura 
  • La maggior parte dei CDI è aperta soltanto quando la scuola è aperta. Nella grande maggioranza dei licei le lezioni si svolgono dal lunedì alle ore 8 fino al sabato a mezzogiorno ; dal lunedì alle ore 8 fino al venerdì alle 17 nella maggioranza delle medie. Un CDI può dunque, in teoria, essere aperto 10 ore al giorno nei licei e 9,5 ore al giorno nelle medie. [5] Questo orario di apertura lungo suppone che il CDI funzioni con l'orario continuo quindi che l'insegnante-documentalista non lavori da solo. Dato che queste condizioni si verificano raramente insieme,  solo alcuni CDI sono aperti in modo così ampio.
  • Durante le vacanze scolastiche i CDI sono raramente aperti  ; ma succede alle volte, nell'ambito di progetti urbani o di convenzioni  specifiche.
Finanziamento dei CDI 
  • Il consiglio di amministrazione (che comprende il preside, membri dell'amministrazione, insegnanti, rappresentanti dei genitori e rappresentanti degli enti locali) fissa ogni anno il bilancio stanziato per il servizio di documentazione. Questi fondi vengono prelevati sul capitolo "Attività educative e pedagogiche" del bilancio della scuola. L'insegnante-documentalista utilizza questi finanziamenti per comprare e risorse stampate o elettroniche e per pagare gli abbonamenti ai periodici e alle risorse elettroniche.
  • Il bilancio del CDI cambia a secondo delle scuole. Dipende dalle risorse proprie a ogni scuola (variabili a secondo del numero di alunni e della collettività territoriale), dell'importanza accordata all'insegnante-bibliotecario all'interno della scuola, del sostegno del preside, delle scelte pedagogiche dell'insieme dell'équipe.

Per esempio nel 1996 la parte del  CDI sul bilancio globale della scuola oscillava tra l'1,5% per una scuola media rurale e il 14% per un grosso liceo di centro-città. [6]

  • Non si dispone oggi di nessuna inchiesta nazionale sui bilanci dei CDI. Ma alcuni dati locali (della regione Touraine, nel centro della Francia) consentono tuttavia di farsi un'idea sui bilanci dei CDI e sulla loro diversità. [7]

Tipo di scuola

Numero di alunni

Bilancio CDI in €

Numero  periodici
Numero  libri

Scuola media semi-rurale6203430 € 839
 2591
Scuola media urbana4703049 € 1067  1524
Scuola rurale2801829 € 305
 1524
Liceo generale 12007622 €  5183
 2439
Liceo professionale530 3048 € 1524
 1524
Fondo 
  • Il CDI offre una grande varietà di risorse, su ogni tipo di supporto. Assume un ruolo insieme pedagogico e culturale. Raggruppa :
    •  risorse su carta stampata, cioè opere di narrativa, documentari, libri scolastici,  giornali e riviste
    •  risorse elettroniche, come i cd-rom, i dvd, e la connessione a Internet.
  • La costituzione del fondo risponde a tre criteri :
    •  l'analisi dei bisogni
    •  il pluralismo delle fonti 
    •  il libero accesso.
Tecnologie 
  • Quasi tutti i CDI sono stati informatizzati durante gli ultimi dieci anni.
  • Il 98% delle scuole medie pubbliche offrono un accesso a Internet ad uso pedagogico. [1a]
  • La maggior parte utilizza lo stesso programma informatico. Questo programma,  chiamato BCDI, è insieme uno strumento di gestione della documentazione e uno strumento di ricerca. Permette l'accesso al catalogo del CDI e gli alunni lo usano per condurre ricerche documentarie. Questo programma permette  anche di effettuare i prestiti, di pubblicare delle bibliografie specifiche, delle statistiche, ecc.

Siccome il BCDI viene utilizzato in quasi tutta la Francia, si sono sviluppati dei servizi collaborativi per facilitare il lavoro degli insegnanti-documentalisti : scambio di schede bibliografiche ; spoglio delle riviste più lette ; selezione e descrizione di siti web ; assistenza tecnica, ecc.

  • Nel corso degli ultimi cinque anni, sempre più scuole secondarie hanno messo in funzione dei network che consentono un accesso alle risorse insieme interne e esterne.

III. Il personale del CDI

1. Gli insegnanti-documentalisti

  • Come già detto prima, nel 1990 fu bandito il primo concorso di assunzione di insegnanti-documentalisti. Si tratta di una vera e propria abilitazione, benché la documentazione non sia considerata come una disciplina d'insegnamento. Non esiste del resto, un' "agrégation" di documentazione. Ma la creazione di quest' "agrégation" è al centro di dibattiti.
  • Nel 2002, il 90% degli adetti ai CDI aveva vinto questo concorso. [8] Si stima oggi che 10000 insegnanti-documentalisti lavorino nelle scuole secondarie. [3]
  • Dopo che hanno vinto il cosidetto concorso del "CAPES", gli insegnanti devono seguire una formazione di un anno negli IUFM (Istituto Universitario di Formazione dei Maestri) o all'università. Il programma ha un contenuto sia didattico che  tecnico.
  • Questo modo di assunzione spiega perché la maggior parte dei CDI siano gestiti da personale con uno statuto, un livello universitario definito, delle mansioni, degli obblighi e dei salari identici. Nessun altro paese presenta una tale armonizzazione della certificazione professionale.

2. Gli assistenti-bibliotecari

  • A fianco degli adetti del CDI, qualificati  sia come insegnanti sia come specialisti dell'informazione, si trovano degli assistenti. Spesso meno qualificati e assunti con contratti a termine, questi assistenti partecipano al funzionamento ottimale dei CDI. Svolgono spesso dei lavori tecnici (trattamento dei libri, prestiti, sorveglianza degli alunni...) e consentono all'insegnante-documentalista di organizzare delle animazioni pedagogiche in collaborazione con gli insegnanti delle altre discipline. La presenza di assistenti-bibliotecari permette anche di allungare gli orari di apertura dei CDI.
  • Nel corso degli ultimi due anni molti fra questi contratti sono arrivati a termine e numerosi insegnanti-documentalisti  devono svolgere da soli le loro varie mansioni.

3. Relazioni con gli altri professionisti dell'informazione

 

Gli insegnanti-documentalisti cercano di lavorare in collaborazione con altri professionisti del mondo della documentazione e delle biblioteche.

  • Un network nazionale li sostiene in questa direzione. Infatti, la rete Scérén-CNDP (Services Culture Editions Ressources pour l'Education Nationale - Centre National de Documentation Pédagogique), che raggruppa un centro nazionale, 31 centri regionali e 85 centri dipartimentali si rivolge ai membri della comunità educativa proponendo loro insieme delle risorse pedagogiche, un aiuto tecnico e un programma di animazione ; pubblica anche dei documenti a carattere pedagogico, sviluppa dei contenuti on-line (fra i quali Savoirscdi, il sito Internet dedicato ai professori-documentalisti) e dei documenti relativi all'educazione artistica e culturale.

Inoltre i Centri Regionali di Documentazione Pedagogica partecipano all'organizzazione di riunioni annuali regionali che consentono ai professori-documentalisti di una stessa  area geografica d'incontrarsi e di scambiarsi  le proprie esperienze e pratiche.

  • Esiste una lista di diffusione gestita dal network. Chiamata cdidoc-fr, essa ncontra un grande successo presso i professori-documentalisti offrendo loro la possibilità di risolvere problemi tecnici, di scambiarsi riferimenti bibliografici, di discutere del proprio mestiere, ecc.
  • Infine, i professori-documentalisti possono rivolgersi ad un'associazione professionale, la FADBEN (Fédération des enseignants documentalistes de l'Education nationale). Riconosciuta dalle istituzioni, quest'associazione registra le loro preoccupazioni  e le loro proteste : partecipa ai lavori sulla ridefinizione delle missioni dei professori-documentalisti ; pubblica anche dei documenti di riferimento sulla formazione alla padronanza dell'informazione  (come testimone il  referenziale di competenze documentarie pubblicato nel 1997).

IV. Le mansioni e le attività dell'insegnante-bibliotecario

1. Missioni

Nel 1986, è stato emesso un mansionario che enumera, in un ambito giuridico, gli incarichi dell'insegnante-documentalista.  Questo testo è tuttora in vigore ; un altro testo attualmente in preparazione deve riprecisare la definizione delle mansioni.

Tre grandi obiettivi sono assegnati all'insegnante-documentalista :

Pedagogia

L'insegnante-documentalista deve collaborare con i professori di disciplina per insegnare agli alunni come ricercare e valutare l'informazione di cui hanno bisogno ; deve quindi spingerli a sviluppare le seguenti competenze :

  • individuare i diversi tipi di risorse che possiede il CDI
  • conoscere e distinguere differenti mezzi di ricerca (opere di riferimento, sistemi di classificazione, indice, mezzi di ricerca informatizzata, ecc.)
  • selezionare i documenti utili alla ricerca
  • capire le informazioni contenute in un documento e estrarle
  • comunicare il risultato della propria ricerca in modo organizzato.

L'insegnante-documentalista incoraggia anche il piacere della lettura. Propone quindi una larga scelta di risorse : "deve avere presente che il fondo del CDI deve essere abbastanza ricco da soddisfare i bisogni e la curiosità degli alunni..." [9]

Comunicazione

Sotto  la responsabilità del preside,  l'insegnante-documentalista partecipa attivamente all'apertura della scuola al mondo esterno :

  • stabilisce dei rapporti con altri centri di documentazione (biblioteche comunali ; altri CDI ; rete Scérén-CNDP…)
  • seleziona le fonti di attualità , su ogni supporto, che consentano all'alunno di seguire gli eventi mondiali
  • mette a disposizione di tutti informazioni sulle istituzioni culturali, economiche, professionali, nazionali e locali.
Tecnologie

L'insegnante-documentalista gestisce il  centro di risorse multimediali. Ciò implica :

  • la costituzione e l'organizzazione di un fondo di risorse che risponda alle norme biblioteconomiche internazionali
  • l'accesso ai documenti
  • il corretto funzionamento dei computer posti sotto la sua responsabilità.

Sintesi Carole Tilbian [10]

2. Evoluzione del mestiere

Dal 1986, il contesto professionale ha conosciuto profonde mutazioni.

Lo sviluppo dell'informatica e delle reti ha provocato una crescita dei compiti tecnici. Gli alunni hanno accesso alla documentazione da vari posti all'interno della scuola, situazione che rende necessaria la definizione di una politica documentaria.

Inoltre, si sono succedute numerose riforme pedagogiche  ; l'insegnante-documentalista viene sempre di più sollecitato  e implicato in progetti collaborativi.

Queste modifiche recenti hanno portato alla moltiplicazione dei compiti che spettano all'insegnante-documentalista. Si possono ormai definire quattro campi d'intervento:

Obiettivi pedagogici
  • formare gli alunni alla cultura dell'informazione
  • formare gli alunni alla ricerca documentaria ; sviluppare il loro giudizio critico; sviluppare negli alunni competenze informative ; formarli all'uso delle nuove tecnologie, ecc.
  • lavorare insieme con gli altri insegnanti
Gestione e organizzazione
  • definire, sulla base di una concertazione con il preside e gli insegnanti, la politica documentaria della scuola :
  • valutare i bisogni della comunità
  • scegliere i mezzi tecnici più adatti per organizzare l'intera offerta documentaria.
Fondo e messa a disposizione
  • costituire un fondo di risorse che corrisponda insieme ai bisogni degli alunni e a quelli degli insegnanti.
  • mettere a disposizione di tutti l'intero fondo.
  • selezionare e rendere accessibili  risorse on-line.
Legami con l'ambiente professionale e culturale

Promuovere forme di collaborazione con le associazioni culturali e professionali locali,  nonché con la biblioteca pubblica locale o con altri CDI.

Sintesi Carole Tilbian [11]

3. Attività quotidiane

La maggior parte degli insegnanti-documentalisti svolgono attività didattiche. Si possono raggruppare queste attività pedagogiche in quattro grandi categorie :

L' insegnante-documentalista forma gli alunni alle principali competenze info-documentarie
  • definire un argomento (con parole-chiavi, thesaurus...)
  • evidenziare i diversi tipi di fonti
  • localizzare l'informazione (con indici, mezzi di ricerca informatizzati,ecc.)
  • valutare la pertinenza e la qualità dell'informazione
  • estrarre l'informazione dai documenti selezionati
  • fare la sintesi delle idee e comunicare il risultato della ricerca
  • produrre un documento personale sotto varie forme

Esempi di attività :

  • presentazione del CDI (contenuto e organizzazione)
  • formazione alla padronanza dell'informazione e alla ricerca documentaria, in collegamento con i programmi d'insegnamento.
L'insegnante-documentalista insegna agli alunni la conoscenza dei media
  • conoscere i diversi media ( stampa, televisione, internet...)
  • capire l'organizzazione  e la struttura dell'informazione in ognuno di questi media
  • conoscere la legislazione che regolamenta l'utilizzazione dei media.

Esempi di attività :

  • analisi dei giornali e dei servizi televisivi
  • creazione di un giornale della scuola
  •  partecipazione alla manifestazione nazionale "La settimana della stampa"
L'insegnante-documentalista incoraggia la lettura

Guida gli alunni per fargli :

  • scoprire la varietà della letteratura
  • riconoscere diversi tipi di testi
  • praticare letture differenziate
  • conoscere le regole della proprietà intellettuale

Esempi di attività :

  • concorsi di lettura
  • partecipazione a manifestazioni nazionali come il "Goncourt dei liceali"
L'insegnante-documentalista partecipa all'educazione alla scelta professionale

Aiuta gli alunni a :

  • scoprire i vari mestieri
  • scoprire le formazioni più adatte
  • definire un progetto professionale personale
L'insegnante-documentalista partecipa alla formazione culturale degli alunni

Organizza degli incontri con autori, delle visite nei musei, ecc.

4. Il posto dell' insegnante-documentalista nell'équipe educativa

 

  • In Francia come in altri numerosi paesi, esiste una certa distanza tra i compiti e le attività dell'insegnante-documentalista come vengono definite dai testi ufficiali e il modo in cui esse vengono percepite ed interpretate dagli altri membri della comunità educativa.
  • Prima di tutto, per gli alunni, l'insegnante-documentalista è un insegnante a parte che li aiuta a cercare dei documenti o li consiglia nelle loro scelte di lettura. Disponiamo di alcune inchieste locali [12] sul modo in cui gli alunni usano e percepiscono il CDI. Hanno punti in comune che permettono di elencare le utilizzazioni più frequenti che gli alunni fanno del CDI :
    •  prestito dei libri
    •  ricerca su Internet
    •  letture di periodici e di fumetti
    •  lavoro su documenti e ricerca collegata a compiti
  • I nuovi dispositivi pedagogici iniziati con la ristrutturazione dei programmi includono tutti un'attività importante di ricerca documentaria e quindi una crescente implicazione dell'insegnante-documentalista nelle attività didattiche.

Però molti bibliotecari del secondario si lamentano tuttora per lo scarso  riconoscimento da parte degli altri insegnanti i quali, nella loro grande maggioranza, li considerano sopratutto come degli specialisti e dei fornitori d'informazione ma non sempre come dei veri e propri partner pedagogici.

  • Per concludere, gli  insegnanti-documentalisti riconoscono, tutto sommato, che dei cambiamenti positivi sono avvenuti in questi ultimi dieci anni e che il loro posto all'interno dell'équipe   educativa non può più essere ignorato : difatti i presidi e gli Enti locali sono più che mai convinti dell'importanza del servizio di documentazione a scuola.13

Essi però chiedono tutti una ridefinizione delle proprie mansioni e anche l'assunzione di assistenti che potrebbero aiutarli a fronteggiare i molteplici compiti che devono assumere.

Siti da consultare

 

Siti istituzionali

Ente del Ministero della Pubblica Istruzione che propone agli insegnanti  programmmi di formazione e  documenti pedagogici per sviluppare l'educazione ai media.

Associazioni
  • FADBEN : Fédération des enseignants documentalistes de l'Education nationale
    (Federazione degli insegnanti-documentalisti del Ministero della Pubblica Istruzione)
  • ADBS : Association des professionnels de l'information et de la documentation
    (Associazione dei professionisti dell'informazione e della documentazione)
  • CEDIS: Centre d'études de la documentation et de l'information scolaires
    (Centro di studi per la documentazione e l'informazione scolastiche )Pubblica la rivista professionale più usata nei CDI : "Inter-cdi".

Note

Nota [1 - 1a]
France. Ministère de l'éducation nationale, de l'enseignement supérieur et de la recherche. Repères et références statistiques sur les enseignements, la formation et la recherche, 2005, [en ligne]. [Consultato il 14 novembre 2005].
Consultabile in linea :

Nota [1-1b]
Ripartizione dell'incarico delle spese educative:

  • Stato : 61% 
  • Enti locali: 21%
  • Ditte : 6%
  • Famiglie : 12%

    Nota [2]
    Circulaire du 13 mars 1986 portant sur les missions des personnels exerçant dans les centres de documentation et d'information. Bulletin Officiel du Ministère de l'Education Nationale. 11 avril 1974, n° 15. [in linea su Savoirscdi]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www2.ac-rennes.fr/savoirscdi/metier/Textesofficiels/1970-1979/c740314.htm

    Nota [3]
    Valutazioni fornite da Jean-Louis Durpaire, Ispettore generale del Ministero della Pubblica Istruzione.

    Nota [4]
    Espace CDI. Les recommandations et conseils : les surfaces de CDI. Savoirscdi, 25 mars 2003, [in linea]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www2.ac-rennes.fr/savoirscdi/espacecdi/NouvelleConception/CahierCharges/Deplac.htm

    Nota [5]
    Le livre bleu des enseignants-documentalistes. 2ème édition. CRDP du Centre, 2002. p. 64. ISBN 2-86630-151-X

    Nota [6]

    France. Conseil supérieur des bibliothèques. Les bibliothèques, rapport 1998. Chapitre 5. Les bibliothèques scolaires, [in linea]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www.enssib.fr/autres-sites/csb/rapport98/rapp98-bibliotheques/csb-rapp98-biblioscolaires.html

    Nota [7]

    Information et documentation en milieu scolaire. Savoirscdi, janvier 2001. [in linea]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www2.ac-rennes.fr/savoirscdi/metier/metier/documentIG.pdf

    Nota [8]

    Nota [9]

    Circulaire du 13 mars 1986 portant sur les missions des personnels exerçant dans les centres de documentation et d'information. Bulletin Officiel du Ministère de l'Education Nationale. 27 mars 1986, n° 12. [in linea su Savoirscdi]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www2.ac-rennes.fr/savoirscdi/metier/TextesOfficiels/1980-1989/c860313.htm

    Nota [10]

    Sintesi eseguita da Carole Tilbian a partire da :
    Circulaire du 13 mars 1986 portant sur les missions des personnels exerçant dans les centres de documentation et d'information. Bulletin Officiel du Ministère de l'Education Nationale. 27 mars 1986, n° 12. [in linea su Savoirscdi]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www2.ac-rennes.fr/savoirscdi/metier/TextesOfficiels/1980-1989/c860313.htm

    Nota [11]

    Queste informazioni sono nei due seguenti documenti :

    Le livre bleu des enseignants-documentalistes. 2ème édition. CRDP du Centre, 2002. p. 19-20. ISBN 2-86630-151-X
    e
    Les politiques documentaires des établissements scolaires. Rapport à monsieur le ministre de l’éducation nationale, de l’enseignement supérieur et de la recherche : résumé. France. Académie de Nice. Septembre 2004, [in linea]. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :
    http://www.ac-nice.fr/docazur/IMG/pdf/Rapport_Durpaire_resume.pdf

    Nota [12]

    Queste informazioni sono state trovate nei due seguenti documenti :

    Le CDI vu par les élèves : fréquentation. Intercdi [in linea], mars-avril 2003, n°182, p.7-13. [Consultato il 14 novembre 2005].
    Consultabile in linea :

    http://www.ac-versailles.fr/cedis/Revues/intercdi/182.htm
    e
    Enquête au CDI. Intercdi, mars-avril 2004, n°188, p. 8-11.



Recherche avancée